Una Vita per la Missione
Commento al Vangelo, 25 Settembre 2013
20.10.2015 12:15Lc 9,1-6
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Parola del Signore
Cari amici, il vangelo di oggi mi ricorda l’atteggiamento di S. Francesco che conosceva, proponeva e testimoniava solo il vangelo “sine glossa”, cioè senza nessuna aggiunta . Si va ad annunciare il Vangelo con la sola ricchezza del vangelo stesso. Non c’è bisogno di altro. Il resto , secondo la logica della Bibbia è solo zavorra. Un peso che può prendere anche il nostro cuore e non permetterci di annunciare il Vangelo con libertà. Gesù che conosceva e conosce molto bene il cuore umano, e cioè il nostro, sa che può attaccarsi a qualsiasi cosa e allora è bene essere chiari fin dall’inizio.
Certo che colui che è mandato ha bisogno di alcune cose, ma deve usarle sempre con quella distanza necessaria e come strumenti che possono aiutare l’evangelizzazione. Ma quando le cose che ci portiamo dentro non ci aiutano a proclamare il Vangelo, allora non dobbiamo fare altro che liberarci da tutto quello che impedisce il nostro cuore a servire e proclamare la buona notizia del Signore con libertà e franchezza. Ci si accorge subito se un mandato, un apostolo di Gesù, è condizionato nel suo annuncio evangelico da tante sue cose , oppure se è libero interiormente.
La mia esperienza in missione mi porta a dire che è possibile annunciare il vangelo e solo il vangelo , pur usando alcune piccole cose che sono di aiuto all’annuncio stesso. Ma come missionario / cristiano, ogni sera mi devo fare alcune domande come : Chi ho annunciato? Cosa ho annunciato? Cosa ha prodotto il mio annuncio di Gesù nella vita di chi mi sta attorno? L’annuncio che ho fatto e soprattutto testimoniato, ha cambiato un pò la mia vita? Il mio modo di vivere ? i miei atteggiamenti e scelte di vita quotidiana?
Se sono in sintonia con il vangelo e la persona di Gesù, sono aperto con il mio cuore ad accogliere con gioia il vangelo che mi viene giornalmente proclamato da altri apostoli e discepoli del Signore?
In questa linea e contesto di vita capiamo le parole e il “comando “ di Gesù ai suoi apostoli. Non devono prendere nulla, perchè possano sempre piu concentrarsi sulla persona stessa di Gesù. E’ Gesù che dobbiamo proclamare e annunciare. A volte, con il tempo e l’abitudine , possiamo diventare o sentirci “professionisti della fede”, ma incapaci di avere un rapporto nuovo e semplice con Gesù, la sua Parola e le persone che ci stanno accanto. Quando Gesù scompare dal centro del nostro annuncio, allora siamo destinati a sperimentare noia, tristezza, aridità, poca voglia di annunciare, ma soprattutto cadiamo nella tentazione di concentrarci cosi tanto su noi stessi e di diventare negativi verso tutto e tutti. Vivremo sempre la sensazione che il vangelo non ci basta, che non ci dice piu di tanto e iniziamo ad avere nostalgia di altro. Inizieremo a riempire la nostra vita di cose futili, di pensieri magistralmente belli ma senza vita , e cosi facendo ci condanneremo a un tipo di vita ,senza Vita.
Il “non prendere nulla ” di Gesù, praticamente significa non attaccare il tuo cuore a nulla. Serviti di tutto sapendo che il tuo cuore è da sempre e per sempre al Servizio del Signore. Gesù e la sua Parola devono sempre essere l’inizio e la fine di ogni tua e mia missione. La missione nasce da Gesù e ritorna a Gesù. Questo è un criterio fondamentale che dobbiamo sempre tenere presente quando ci chiediamo che tipo di annunciatore sono io. La mia missione, la mia proclamazione della Parola è partita da un desiderio gratuito di far crescere il Signore nel cuore degli altri ? Alla fine del mio annuncio , ritrovo la gioia di vedere ancora Gesù “cresciuto ma soprattutto amato e scelto come il Signore della vita ?
Dopotutto, è Lui che ci ha scelti una volta per tutte, e che ci manda. E a Lui dobbiamo ritornare con cuore grato e riconoscente perchè si è degnato di servirsi di noi e della nostra povertà .
Buona giornata di cuore
Padre Antonio
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